informazioni@unicusano.it

800 98 73 73

Tecniche mnemoniche: gli esercizi da fare più spesso

Commenti disabilitati su Tecniche mnemoniche: gli esercizi da fare più spesso Studiare a Torino

Tecniche mnemoniche? Ne esistono di moltissimi tipi e molte di esse sono valide. Se siete alla ricerca del miglior metodo di studio all’università, è senza dubbio importante integrare quello che già sapete con alcuni “trucchi del mestiere” che vi daranno l’opportunità di perdere meno tempo sui libri e, soprattutto, di fare delle ottime performance agli esami. Il senso di questa mini-guida è di mostrarvi i principali metodi per memorizzare che uno studente ha e di contestualizzarli in modo tale che possiate capire come farli vostri. Poi il resto è solo uno spunto per ampliare il discorso e portarlo là dove ha più senso che sia per voi. Pronti? E allora buon viaggio e buona lettura nella mente umana.

Tecniche mnemoniche? Uno studente universitario non può non conoscere quelle più importanti perché, se è basilare usare il cervello e sforzarsi sempre di capire il senso di una lezione all’università, è altrettanto lampante che alcuni concetti vadano tenuti a mente. Esistono dei trucchi per riuscirci. Ecco quelli più efficaci:

  • Tecnica dei loci, che parte dall’idea di associare i concetti ai “loci” e cioè ai luoghi. Di solito lo si fa con posti che si conoscono bene e che si possono percorrere spesso. Per esempio, uno studente può associare ogni stanza del suo appartamento a delle nozioni da ricordare e ripeterle ogni volta che gira per casa;
  • Metodo delle parole di velcro, che è una tecnica utile per ricordare elenchi in un ordine prestabilito. Come funziona? Basta associare i numeri ai concetti come nello schema esemplificativo qua sotto: (Cuore = 1,  polmoni = 2, fegato = 3, ecc.);
  •  Metodo delle immagini paradosso, che lavora sul presupposto che il nostro cervello sia più sensibile alle informazioni grottesche, esagerate o strane. Va spiegato, infatti, che l’organizzazione in memoria delle informazioni avviene per script. Il cervello umano è abituato a vedere certi stimoli in un contesto. Se il contesto cambia, allora l’attenzione sarà maggiormente focalizzata su quella stranezza. Applicando il tutto all’apprendimento, basterà inserire informazioni insolite nel nostro concetto, in modo da prestare maggior attenzione e memorizzarle. Se ad esempio dovrete imparare a memoria le parole “cappello”, “rana” e “spazzola”, potrete usare come immagine paradosso “una rana con un grosso cappello rosso che gioca a golf colpendo il formaggio con una spazzola”;
  • Nessi logici, parole chiave e storie, che partono dall’idea che, se dobbiamo ricordarci un capitolo intero di un libro, è importante che i paragrafi vengano ricordati per ordine logico. Il nostro cervello fatica a ricordare susseguirsi di eventi se la loro struttura è casuale. Il primo passo, anche se scontato, è capire quello che si sta leggendo. Il secondo passo è creare dei collegamenti causali anche quando non ci sono. Un modo per riuscirci è usare le keywords. Partite dalla parola chiave del primo concetto e via via aggiungete le altre.

Motivi per usare la tecnica del pomodoro

Ora che avete letto queste prima 4 tecniche mnemoniche, ricordatevi che ce n’è una davvero famosa nel mondo e si tratta della tecnica del pomodoro. Inventata negli anni settanta dall’allora studente Francesco Cirillo, consiste nel darsi, con un timer da cucina che nel caso del ragazzo era a forma di pomodoro, tempi precisi di studio all’interno dei quali non si devono avere distrazioni.

Tra i motivi per usare il metodo d’apprendimento del pomodoro spicca il fatto che è in grado di allenare la mente ad apprendere con esercizi crescenti che vanno da sessioni di 10 minuti fino ad ore di intenso studio. Un’altra ragione è che imparate a gestire il tempo libero dallo studio, con pause mirate a ristorare la testa ma anche non distrarvi del tutto dai vostri obblighi accademici.

Come memorizzare velocemente

Un altro passaggio chiave per usare al meglio il tempo sui libri è imparare come memorizzare velocemente. Attenzione, se siete preparati in merito, vedrete che velocità non significa mancanza di qualità, anzi. Perché noi sfruttiamo appena il 30% della nostra mente e quindi non dobbiamo stupirci se riusciamo a migliorare questa imbarazzante percentuale.

Tra i consigli per studiare in fretta questi sono quelli principali:

  • Sfogliare un libro fino alla fine prima di iniziare a leggerlo per capire come è strutturato;
  • Analizzare per bene l’indice ed il sommario per le stesse ragioni;
  • Iniziare a leggere la prima e l’ultima parola di una frase per contestualizzare il senso anche senza leggere tutto;
  • Mettersi su un libro con la convinzione che sarà la prima e l’ultima volta costringendo così la testa a memorizzare;
  • Fare subito dopo la lettura di un capitolo, a caldo, delle mappe concettuali che sono più sintetiche e schematiche dei riassunti.

Queste erano le principali tecniche mnemoniche che potrete sfruttare per “darvi una mano” a studiare, Aiutatevi anche, però, in tutta la vostra carriera accademica. Come? Continuando ad informarvi sul web ma anche leggendo ogni giorno i tanti articoli del nostro blog universitario di Torino. Oppure, e non è poco, parlando con noi attraverso l’apposito form di richiesta di informazioni.