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Come affrontare l’esame di microeconomia?

Pur rientrando nel grande campo delle scienze sociali, lo studio della microeconomia richiede un approccio scientifico e analitico, necessario per comprendere il comportamento dei singoli e delle imprese nel processo decisionale e nell’allocazione delle risorse.

Generalmente, questa materia, si applica ai mercati di beni e servizi e analizza le scelte in campo economico, i motivi che le guidano e come influenzino il prezzo, l’offerta e la domanda. Per questi motivi, alla maggior parte degli studenti sono richieste solide basi di matematica e statistica per passare l’esame di microeconomia, previsto anche nella Facoltà di Economia e Commercio di Torino istituito da Unicusano.

In questa guida vediamo come prepararsi al meglio per passare quest’esame con successo.

Come studiare microeconomia?

Per quanto riguarda lo studio dell’economia, ci sono quattro livelli di apprendimento che gli studenti devono approcciare per superare qualsiasi esame in questo ramo. Questi includono:

  • Conoscenza
  • Comprensione
  • Applicazione
  • Analisi

Conoscenza

Il primo livello di rendimento accademico nello studio della microeconomia è la conoscenza. Acquisire conoscenza consiste nell’apprendere e ricordare materiale specifico, inclusi fatti, definizioni e spiegazioni. Le problematiche di questo tipo richiedono pochissima, se non nessuna, analisi, ma costituiscono la base degli apprendimenti più avanzati.

Comprensione

Il secondo livello di apprendimento accademico nello studio della microeconomia è la comprensione. Laddove la conoscenza si concentra sull’acquisizione di materiale, la comprensione si concentra sull’afferrare il significato del materiale. In economia, i metodi principali per dimostrare la comprensione possono essere diversi: esempi possono essere convertire i dati da una forma a un’altra (ad esempio parole in numeri), interpretare il materiale e stimare le tendenze (ad esempio prevedere effetti e implicazioni futuri).

Applicazione

Il terzo livello di apprendimento accademico nello studio della microeconomia è l’applicazione. Una appresi concetti, principi, leggi e teorie economiche, si dovrà essere in grado di applicarle in situazioni e contesti del mondo reale.

Analisi

L’analisi è il quarto e ultimo livello del apprendimento accademico rispetto allo studio dell’economia. L’analisi è la capacità di scomporre il materiale (inclusa la teoria economica) nelle sue singole componenti al fine di ottenere una migliore comprensione della sua struttura organizzativa complessiva. L’analisi comporta tipicamente l’identificazione delle parti, l’acquisizione di una comprensione delle relazioni tra le parti e la capacità di identificare i principi organizzativi e le leggi coinvolte.

Comprendere l’uso e il funzionamento dei grafici è una parte importantissima nello studio dell’analisi microeconomica. Dovrai esercitarti nella corretta rappresentazione delle varie espressioni grafiche sfruttando i grafici a una variabile (gli istogrammi o quelli a torta) e quelli a due variabili (che sfruttano il sistema delle coordinate). Imparare ad utilizzare i grafici permetterà di padroneggiare microeconomia con maggiore consapevolezza.

Strategie di sopravvivenza per microeconomia

L’esame di microeconomia può essere impegnativo come qualsiasi altra altra materia scientifica. Affrontarlo richiede tempo, dedizione e buone abitudini di studio. Di seguito elenchiamo alcune strategie di studio, tecniche e abitudini per il successo nel superamento di microeconomia.

  • Gioca d’anticipo.
    Microeconomia è un corso così impegnativo che non puoi permetterti di perdere le lezioni. Molte delle informazioni, della comprensione e dell’aiuto di cui avrai bisogno per passare l’esame verranno direttamente dal tuo professore durante le sue lezioni. Avere una panoramica dell’argomento prima che la lezione cominci, ti permetterà di padroneggiare la materia con maggiore chiarezza: ciò ti consentirà di porre domande appropriate e di comprendere la lezione. Il tuo professore molto probabilmente non coprirà tutto il materiale assegnato presentato nel tuo testo. Tratterà teorie e applicazioni economiche più complesse in classe e si aspetterà che tu chieda chiarimenti su qualsiasi altro aspetto presentato sui testi.
  • Dedicati alla prelettura. 
    Prima di iniziare con la sottolineatura del tuo testo di economia, dedicati ad una prima lettura. Inizia dedicando 10-15 minuti alla lettura dell’argomento che devi affrontare, per cercare di identificare e ricordare i punti principali del capitolo. Non trascurare l’introduzione: questa parte, di solito, fornisce un breve riepilogo degli argomenti trattati ed elenca gli obiettivi del capitolo. Assicurati di aver compreso la relazione tra ogni argomento del capitolo. La maggior parte degli argomenti sarà presentata verbalmente, numericamente (tabelle) e visivamente (grafici). È importante comprendere le informazioni presentate all’interno di ciascun contesto poiché tutte e tre le modalità di comunicazione sono utilizzate in microeconomia e possono essere impiegate nella presentazione delle domande di prova. Dopo aver letto ogni argomento, dovresti essere in grado di ridurre i concetti importanti ai minimi termini, con parole tue, mettere in relazione i concetti rilevanti tra loro e collegare ogni argomento con gli altri argomenti trattati nel capitolo.
  • Masterizza il materiale mentre procedi.
    La microeconomia è molto simile alla matematica in quanto è una materia che va appresa cumulativamente. Acquisire comprensione in economia richiede un apprendimento cumulativo. Padroneggiare ciò che hai imparato in aula la scorsa settimana è necessario per capire cosa gli argomenti presentati in giornata dal professore. Se rimani indietro negli studi, diventa sempre più difficile comprendere i nuovi principi e concetti che vengono introdotti e trattati. Devi padroneggiare ogni nuovo concetto in termini di conoscenza, comprensione e applicazione prima di poter padroneggiare nuovo materiale.
  • Non prendere tanti appunti, ma il giusto tipo di appunti.
    Solitamente, non c’è abbastanza tempo per scrivere tutto ciò che il tuo professore dice durante la lezione mentre ti concentri su ciò che viene insegnato. Il tuo tempo in aula dovrebbe essere dedicato alla comprensione e all’applicazione dei concetti e dei principi economici presentati. L’unico modo per far sì che ciò accada è arrivare a ciascuna lezione dopo aver completato tutte le letture e le esercitazione con una comprensione di base degli argomenti discussi. Gli appunti presi in classe non dovrebbero includere definizioni e concetti che già comprendi o che sono trattati in dettaglio nel tuo testo. I tuoi appunti dovrebbero integrare ciò che hai già imparato dal tuo studio e chiarire tutto ciò che non hai capito del tutto. Sii molto selettivo in ciò che includi nei tuoi appunti.

Passare l’esame di microeconomia avendo capito tutti i principi cardine è di fondamentale importanza per chi sogna un futuro professionale in questo campo.

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Troppi esami nella stessa sessione? Come gestire gli appelli universitari

La gestione del tempo è la chiave per il successo accademico. I migliori studenti non sono necessariamente quelli “più intelligenti”, ma quelli che usano il loro tempo in modo efficace.

Specie nei periodi in cui troppi esami si accumulano nella stessa sessione, è necessario una pianificazione attenta con settimane di anticipo. E, sebbene la gestione del tempo possa sembrare una seccatura, una volta acquisita padronanza con questa abilità, riuscirai ad avere il tempo dalla tua parte per studiare in modo più efficace, calmo e piacevole.

Ci sono ottimi metodi per la gestione del tempo che possono tornarti utili, non soltanto per affrontare più esami in una sola sessione ma anche per fronteggiare le sfide quotidiane. Le seguenti strategie per ottimizzare il tempo possono avere un enorme impatto sulla tua carriera accademica.

Organizza il tuo tempo

Per poter superare più esami in una sola sessione, l’obiettivo è ottenere il controllo nel tempo, piuttosto che lasciarti controllare. Per far ciò, dovrai avere un quadro chiaro dei giorni, delle settimane e dei mesi futuri, in modo che tu possa capire quante ore destinare allo studio giornalmente, ma anche il tempo da dedicare ad altre attività.

Ci sono diverse strategie e strumenti che puoi adottare per rispettare le scadenze: schede cartacee in cui utilizzare colori diversi per ogni attività, ma anche app di time management, utili per organizzare la tua giornata in maniera efficiente e riuscire a migliorare la gestione del tempo. Dimentica post-it e fogli sparsi per la stanza: notifiche e promemoria ti ricorderanno le scadenze!

Valuta il tuo tempo

Molti studenti ritengono sinceramente di studiare molto, dal momento che passano gran parte della giornata sui libri. Ma questo è vero solo in parte. Dobbiamo infatti fare una distinzione fra tempo di qualità e tempo di quantità. L’unico modo per scoprire quante ore effettivamente dedichi allo studio attivo è completare una valutazione personale del tuo tempo. Il metodo richiede di tenere traccia di tutto ciò che fai per un’intera settimana, dal momento in cui ti svegli fino a quando ti addormenti, registrando ogni singolo dettaglio.

Alla fine della settimana, somma i totali. Ad esempio, conta il numero di ore trascorse a mangiare, viaggiare, studiare, parlare al telefono, fare shopping, fare esercizio fisico, fumare, guardare la TV, stare sui social, ecc., finché non hai un quadro completo di dove va il tuo tempo. Se scopri che stai perdendo molto tempo in attività diverse dallo studio, cerca di bilanciare il tuo programma. Inizia a eliminare le troppe distrazioni apportando piccoli aggiustamenti alle tue abitudini e al tuo comportamento al fine di ottenere un migliore controllo del tuo tempo prezioso.

Stabilisci le tue priorità

Quando si preparano più esami contemporaneamente, dovrai inevitabilmente stabilire delle priorità: quale esame prevede una scadenza imminente? Cosa dovrai studiare prima? Anche se ogni materia richiede approcci diversi – lettura, scrittura, ricerca, saggi, progetti, test – assegnando le priorità, aumenterai le tue possibilità di successo. Per ogni materia stabilisci se completare gli obiettivi su base settimanale, mensile e annuale. Questa pianificazione anticipata aumenterà la tua consapevolezza, rendendo meno probabile che tu possa sprecare tempo senza senso.

Delinea un programma

Dopo aver stabilito le tue priorità, delinea un programma che rispetti le tue priorità. Sul mercato è disponibile un’ampia varietà di organizzatori di studenti, diari, pianificatori, strumenti elettronici e sistemi di gestione del tempo. Scegli o crea quello che sembra più adatto alle tue esigenze. Molti studenti preferiscono una pianificazione settimanale che consenta loro di vedere l’avanzamento negli studi. Quindi, imposta la tua pianificazione in questo ordine:

  • Segna in rosso tutti i tuoi impegni fissi come lezioni, seminari e lavori part-time. Questi sono i dati fissi che non puoi cambiare.
  • Calcola ora il tempo da destinare allo studio. Considera le parti della giornata in cui sei più produttivo, e tieni in considerazione anche le ore da destinare al ripasso.
  • Segna in verde altre attività extra-accademiche. Questi sono gli elementi importanti ma con priorità inferiore, come esercizio fisico, lezioni ricreative o socializzazione, a cui ti adatterai quando possibile.

Oltre a fare affidamento sulla tua pianificazione settimanale, investi in un grande calendario mensile da parete. Annota tutte scadenze importanti, gli esami, ecc. in modo che siano alla tua portata come promemoria visivo. Questo ti renderà più consapevole delle date importanti e ti consentirà di modificare o riorganizzare i piani se sei in ritardo.

Utilizza gli appunti

Tieni sempre con te alcuni appunti da rileggere durante i tempi morti come i viaggi in autobus, la fila in posta, al supermercato e così via. Puoi anche attaccare le tue note in luoghi comuni della casa dove passi frequentemente, come sulla porta del frigorifero, sullo specchio del bagno, ecc. La ripetizione e la revisione frequente sono una delle chiavi per ricordare le informazioni in modo semplice ed efficace.

La gestione del tempo per gli studenti è particolarmente difficile, specie quando si hanno troppi esami nella stessa sessione. Imparando ad applicare questi semplici consigli, riuscirai a studiare in maniera più produttiva e a tenere il passo con i tuoi obiettivi accademici.

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Laurearsi tardi: ecco perché iscriversi a giurisprudenza a 30 anni è una buona idea

Forse hai superato i 30 anni e la tua attuale carriera ti rende poco ispirato e annoiato. Forse sei nel mondo del lavoro già da un po’, ma vuoi fare la differenza nel mondo. Pensi di essere troppo vecchio per iscriverti a giurisprudenza?

Sebbene molti studenti di legge si iscrivano alla facoltà entro cinque anni dal diploma, non ci sono limiti di età per iscriversi alla facoltà di giurisprudenza. Anzi, ci sono molti buoni motivi per iscriversi passati i 30 anni. Non solo può migliorare le tue attuali prospettive di lavoro, ma può anche aprirti nuove possibilità in aree che potresti non aver mai considerato.

Ecco tredici motivi per cui non è mai troppo tardi per iscriversi alla facoltà di giurisprudenza.

Una formazione giuridica affina molte abilità

Alla scuola di legge, affinerai notevolmente le tue capacità di comunicazione. Imparerai a schematizzare temi complessi e presentare argomenti in modi persuasivi e supportati da prove. Indipendentemente dal fatto che tu continui o meno a esercitare la professione legale, queste capacità sono importanti in un’ampia gamma di carriere. Molti studenti si iscrivono a giurisprudenza mentre portano avanti altre carriere per sfruttare le competenze che ne derivano in molti altri campi. La facoltà di giurisprudenza Unicusano, grazie all’innovativa piattaforma e-learning, consente anche ai lavoratori di poter coniugare impegni professionali e studio senza dover rinunciare nulla. Una laurea in giurisprudenza attesta le capacità di ricercare, pensare e comunicare, per questo è utile a qualsiasi età.

La laurea in legge aumenta il valore nel mercato del lavoro

Qualsiasi grado avanzato aumenta le tue possibilità di ottenere un lavoro più retribuito. Una laurea in giurisprudenza amplia le tue opportunità, oltre la pratica della legge. Ci sono numerosi lavori legati alla legge con le organizzazioni statali e locali; organizzazioni non profit; società pubbliche e private; attività regolamentate e altro ancora. Queste possono comprendere posizioni nei servizi finanziari, nelle risorse umane, nell’immobiliare, gestione dei progetti, sicurezza dei dati e privacy, IT, proprietà intellettuale, relazioni con i media, conformità e audit, mediazione, politica e legislazione e formazione di piccole imprese. Inoltre, conseguire una laurea in giurisprudenza può renderti idoneo per posizioni all’interno della tua attuale azienda con una retribuzione più elevata e compiti di maggiore responsabilità.

La facoltà di giurisprudenza può aumentare la comprensione di diversi settori

La finanza è un altro campo in cui una laurea in giurisprudenza può davvero aumentare la tua credibilità. Se stai investendo in nuovi mercati come il bitcoin, è utile conoscere il panorama legislativo in evoluzione attorno a questa nuova forma di valuta. Frequentando la facoltà di giurisprudenza, acquisirai una comprensione delle normative SEC e dei divieti riguardanti le pratiche illecite. Sarai di grande aiuto per assicurarti che l’attività svolta dalla tua azienda sia conforme ai requisiti legali. Anche nel settore immobiliare una formazione legale può essere di grande aiuto. Essere in grado di stipulare contratti in qualità di avvocato faciliterà notevolmente chiusure, mutui e altri processi immobiliari.

 Una laurea in giurisprudenza ti aiuterà nelle tue questioni legali personali

Pochissime persone possono dire di non aver bisogno di un avvocato per questioni personali. Molti prima o poi avranno bisogno dei servizi di un avvocato specializzato in divorzio, lesioni personali, proprietà immobiliari o piccole contese. Di solito non è consigliabile agire a titolo personale, tuttavia, se conosci la legge, avrai tutte le basi per trovare l’avvocato giusto per la tua situazione particolare. Saprai quali domande porre e soprattutto come muoverti nelle udienze.

Andare alla facoltà di giurisprudenza migliorerà le tue capacità di parlare in pubblico

Alla scuola di legge, ti verrà chiesto di riassumere e schematizzare casi e procedimenti. Dovrai fornire una motivazione legale alla base della decisione di un tribunale, spesso davanti a un uditorio. La maggior parte degli studenti termina la scuola di legge con una notevole fiducia nella propria capacità oratoria, specie in situazioni pubbliche. Non importa quanti anni hai e cosa decidi di fare con la tua laurea in giurisprudenza, la capacità di parlare in modo efficace di fronte a un gruppo è utilissima nella vita professionale come in quella privata. I laureati in giurisprudenza acquisiscono capacità argomentative che consentono loro di gestire abilmente tutte le piccole e grandi questioni della vita.

Le persone mature sono migliori nella gestione del tempo

Potresti pensare di essere troppo vecchio per la scuola di legge, ma la verità è che gli studenti più maturi spesso gestiscono le pressioni della vita meglio di quelli più giovani. I giovani studenti di giurisprudenza si lamentano spesso dei lunghi compiti e del volume di letture che devono svolgere. Gli adulti più maturi portano con sé una migliore comprensione della gestione del tempo. Se hai bilanciato un lavoro a tempo pieno con la crescita di una famiglia, hai più pratica di altri nel destreggiarsi tra le priorità e nel portare a termine le cose. Inoltre, gli studenti più avanti con gli anni, hanno più fiducia e capacità di adattamento rispetto agli studenti più giovani e meno maturi che possono cedere alle incessanti domande di un insegnante.

Non sei mai troppo vecchio per lavorare sulla tua scrittura

La scrittura è un’altra abilità che può sempre essere migliorata, indipendentemente dalla tua età. La scrittura legale richiede precisione, struttura e analisi convincente. La facoltà di giurisprudenza offre anche molte opportunità di lavorare sulla tua scrittura, inclusa la possibilità di fare stage in ambito legale, scrivere articoli e assistere i professori nelle loro ricerche.

La maggior parte dei politici ha una laurea in giurisprudenza

Forse vuoi andare a scuola di legge per contare qualcosa nel mondo. Vuoi candidarti nel tuo comune per migliorare attivamente il tuo territorio? La laurea in giurisprudenza conta molto in questi casi, basti pensare che molti politici sono laureati in giurisprudenza. La facoltà di giurisprudenza ti permette di comprendere il quadro storico e le dinamiche politiche dei governi, oltre ad istruirti sulle leggi in vigore.

Con questo titolo di studio potrai avviarti alla carriera legale o migliorare la tua situazione professionale acquisendo competenze che nessun altro tipo di formazione può darti. Una laurea in giurisprudenza dimostra che l’età è davvero solo un numero.

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Come scrivere il primo capitolo della tesi di laurea

Il capitolo introduttivo è il biglietto da visita della tua tesi. Scrivere correttamente il primo capitolo è fondamentale in quanto è la prima cosa che l’esaminatore leggerà ed è quindi importante per fare una buona impressione.

Un buon capitolo introduttivo dovrebbe incitare il lettore a leggere il resto della tesi stabilendo il contesto del tuo argomento, la motivazione che muove il tuo lavoro e l’importanza della tua ricerca.

Stabilisci lo scopo della tua ricerca

Prima di prendere in mano la penna, o iniziare a far muovere le dita sulla tastiera, è importante stabilire l’obiettivo della tua tesi. Il primo capitolo deve presentare al lettore la tua ricerca, in particolare la tesi da te sostenuta. Entro la fine del capitolo, è necessario aver dato le risposte alle seguenti domande:

  • Cosa stai ricercando?
  • Perché ne vale la pena?
  • A chi gioverà la tua ricerca?
  • Come intendi dimostrare la tua tesi?

In altre parole, il tuo capitolo introduttivo funge da fondamento logico per la ricerca e dà una breve spiegazione di ciò che verrà dimostrato nel corso degli altri capitoli. In altre parole, questo capitolo deve spiegare il “perché” della tua ricerca.

Come affrontare l’argomento nel primo capitolo?

Puoi scegliere di intitolare il primo capitolo semplicemente “Introduzione” o puoi utilizzare qualcosa di più fantasioso se ne hai voglia, a seconda di quello che prevedono le norme accademiche. Tuttavia, se scegli di utilizzare nomi più creativi, assicurati che siano formali.

Sebbene tu sia già a conoscenza di tutti i dettagli della tua ricerca, devi catturare l’attenzione del lettore partendo da un discorso più ampio. Quando lo fai, è una buona idea presumere che il lettore non sappia nulla del tuo argomento. Pertanto le definizioni che darai devono essere chiarite e spiegate.

Il paragrafo introduttivo deve coinvolgere il lettore con un linguaggio chiaro e conciso che possa essere facilmente compreso e digerito. Solo perché stai scrivendo un articolo accademico, non significa che puoi ignorare i principi di base della scrittura accattivante utilizzati da professionisti del marketing, blogger e giornalisti. Alla fine della giornata, state tutti cercando di vendere un’idea. La tua è semplicemente un’idea di ricerca.

In genere, è buona norma prendere in considerazione questi 5 campi:

  • Argomento e contesto: cosa deve sapere il lettore per comprendere la tesi?
  • Focus e ambito: quale aspetto specifico dell’argomento affronterai?
  • Rilevanza e importanza: come si inserisce la ricerca nel lavoro esistente su questo argomento?
  • Domande e obiettivi: cosa si propone di scoprire la tua tesi e in che modo?
  • Panoramica della struttura: cosa apporta ogni capitolo della dissertazione all’obiettivo generale?

Il pericolo di presentare troppe informazioni troppo presto è che rischierai di confondere il lettore, che farà fatica a capire come le informazioni presentate siano rilevanti e come si relazionano agli scopi e agli obiettivi della tua tesi. L’obiettivo in ogni caso è quello di presentare un contesto sufficiente per situare e dare un senso alle tue domande di ricerca, ma senza sovraccaricare il lettore con informazioni superflue.

Devi quindi vendere la tua idea per presentare l’argomento della tesi, dimostrando i motivi principali per cui la ricerca darà un contributo significativo a livello accademico. Per aggiungere impatto, puoi attingere a ricerche, dati e citazioni autorevoli di organizzazioni governative o autori chiave sull’argomento di studio. Successivamente devi includere le motivazioni personali che ti hanno spinto a scegliere quest’argomento. Questi potrebbero riguardare le tue precedenti ricerche, lavori o esperienze.

Il modo in cui formuli le domande e gli obiettivi della tua ricerca dipenderà dall’argomento scelto, ma dovresti sempre dichiarare chiaramente l’obiettivo centrale della tua ricerca. Puoi menzionare brevemente i metodi di ricerca che hai usato per rispondere alle tue domande, ma se includi un capitolo metodologico separato, non entrare troppo nei dettagli nel primo capitolo. Se la tua tesi mira a presentare delle ipotesi, puoi riassumerle qui, insieme a un quadro concettuale che postula relazioni tra variabili.

Per guidare il tuo lettore attraverso la dissertazione, termina con una panoramica della sua struttura, riassumendo ogni capitolo per mostrare chiaramente come contribuisce ai tuoi obiettivi centrali. È meglio mantenere la panoramica concisa. Normalmente una o due frasi dovrebbero essere sufficienti per descrivere il contenuto di ogni capitolo.

Se la tua ricerca è più complicata o non segue una struttura convenzionale, potresti aver bisogno di un paragrafo introduttivo per ogni capitolo. Ad esempio, una tesi del settore umanistico potrebbe sviluppare un argomento tematicamente piuttosto che dividendo la ricerca in metodi / risultati / discussione. Se la tua struttura non è convenzionale, chiariscine i motivi.

Tieni conto di questi suggerimenti per la stesura del tuo primo capitolo e dovresti essere sulla buona strada per costruire un capitolo introduttivo coinvolgente che getti una solida base per il resto della tua ricerca.

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Quali sono le mansioni dell’ingegnere informatico? Quello che devi sapere

In questo millennio in rapida evoluzione, pochi danno forma al nostro mondo dell’informazione come gli ingegneri informatici. L’ingegneria informatica plasma il progresso più di ogni altra specializzazione dello stesso settore. Ne consegue che le mansioni dell’ingegnere informatico siano in continuo sviluppo, sopratutto in seguito alla nascita di ulteriori specializzazioni che stanno rivoluzionando le nostre vite rendendole sempre più smart.

Quali sono le mansioni di un ingegnere informatico?

Gli ingegneri informatici lavorano per migliorare le prestazioni di computer e dispositivi elettronici e sviluppare componenti e software in base alle necessità del cliente. Oltre ad avere una conoscenza approfondita dei settori hardware e software, applicano al loro lavoro anche competenze legate all’ingegneria elettrica e a settori trasversali, come fisica e matematica.

Gli ingegneri informatici progettano, testano e implementano software e sistemi hardware. Garantiscono che sia i componenti hardware fisici che quelli software funzionino insieme senza problemi. Questo settore permette di specializzarsi in campi come robotica, realtà virtuale, intelligenza artificiale, sviluppo di app mobili e sistemi operativi.

Spetta a questa figura supervisionare la progettazione, la produzione e l’installazione delle diverse componentistiche. Motivo per cui i suoi compiti sono molteplici e disparati. L’ingegnere informatico è innanzitutto responsabile della realizzazione di componenti hardware come processori, circuiti stampati, dispositivi di memoria e router. I test rappresentano una fase importante del suo lavoro: eventuali difetti devono essere identificati e isolati in modo che tutto possa funzionare alla perfezione.

Anche sul piano software l’ingegnere informatico apporta il suo prezioso contributo. A lui spetta implementare e testare  software per dispositivi mobili e computer, progettare app, gestire sistemi operativi e creare programmi ad hoc per supportare una gamma di prodotti, dai componenti degli aeromobili alla tecnologia chirurgica. Anche qui, il lavoro deve essere testato per perfezionare ed ottimizzare i processi. L’ingegnere informatico dovrà valutare l’efficacia del progetto e modificarlo se necessario. Ma spetta a lui anche fare una stima dei fattori di costo, affidabilità e sicurezza e supervisionare tecnici e altri ingegneri durante la fase di sviluppo.

Va da sé che gli ingegneri informatici debbano avere anche una spiccata predisposizione per il problem solving, buone doti comunicati, predisposizione per l’ascolto attivo, per il processo decisionale e l’analisi operativa, solo per citare le capacità principali.

Aree di specializzazione

Le recenti innovazioni informatiche hanno aperto la porta ad una serie di specializzazioni che coinvolgono la protezione dei dati, reti e telecomunicazioni e la robotica.

Codifica, crittografia e protezione delle informazioni

Gli ingegneri informatici lavorano nella codifica, crittografia e protezione delle informazioni per sviluppare nuovi metodi per proteggere dati come immagini e musica digitali, frammentazione, violazione del copyright e altre forme di manomissione. Gli esempi includono lavori su comunicazioni wireless, sistemi multi-antenna, trasmissione ottica e watermark digitale.

Ingegneria dei dispositivi mobili

Migliaia di aziende sono coinvolte nel mercato dei dispositivi mobili e sono necessari ingegneri informatici per progettare le caratteristiche e i circuiti elettronici di dispositivi portatili come smartphone, tablet, netbook, lettori MP3 e altre apparecchiature più specializzate. Questo percorso professionale richiede in genere una certa conoscenza della programmazione base e del linguaggio assembly che istruiscono l’hardware su come comportarsi.

Progettazione di sistemi integrati

Un altro vasto mercato per l’hardware del computer è il mercato dei sistemi embedded, che è principalmente un settore business-to-business. Praticamente, tutte le aziende si affidano a sistemi integrati per far sì che tutto funzioni senza problemi, quindi sono necessari ingegneri informatici per progettare moduli proprietari o personalizzati per clienti e fornitori B2B. Gli embedded sono quindi sistemi creati su misura, a seconda delle diverse esigenze e necessità.

Design di microprocessori

Quando la maggior parte delle persone pensa alla progettazione dell’hardware del computer, può immaginare l’ingegnere nel progettare microprocessori che diventano due volte più veloci e metà più costosi di anno in anno. Sebbene questa specializzazione professionale sia meno richiesta rispetto alle precedenti, non è certamente meno importante o affascinante. Con la crescente importanza dell’elaborazione video in molte aree dell’informatica, gli ingegneri sono molto richiesti per progettare schede grafiche ad alta potenza per giochi, data mining e rendering 3D. Le loro competenze sono poi necessarie per progettare processori efficienti, convenienti e a bassa tensione per dispositivi mobili.

Sviluppo di software proprietari

Un’altra area dell’ingegneria informatica destinata a crescere nei prossimi anni riguarda lo sviluppo di software proprietari. Le grandi aziende hanno bisogno di ingegneri per progettare interfacce di computer, apparecchiature robotiche, sistemi aziendali, droni e molti altri tipi di dispositivi necessari per il lavoro interno o la vendita al pubblico. Esempi famosi di questa specializzazione includono la ricerca condotta da Bell Labs, che ha rivoluzionato l’informatica a metà del XX secolo, e IBM, che ha prodotto un’intelligenza artificiale, chiamata Watson, che ha sconfitto i migliori campioni del game show Jeopardy.

Diventare ingegnere informatico richiede anni di studio e sacrifici, ma bisogna anche considerare che è uno dei settori con i tassi più alti di occupazione per i neo laureati. Una laurea triennale è indispensabile per partire con solide basi e potersi specializzare per diventare sempre più competitivi sul mercato del lavoro. A tal proposito, per il nuovo anno accademico, Unicusano ha attivato un nuovo CDL in ingegneria elettronica e informatica, allo scopo di trasmettere nuove conoscenze e reali competenze nel settore dell’Ingegneria dell’Informazione, con particolare riferimento al mondo dell’Ingegneria Informatica.

 

 

 

 

 

 

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Quali sono i luoghi migliori per studiare?

 Lo studio è una parte essenziale e necessaria della vita quotidiana di molte persone, ma le distrazioni possono ostacolare gravemente la capacità di concentrazione ed incidere sul rendimento.

Trovare un buon posto per studiare può migliorare in modo significativo la tua capacità di concentrarti, conservare le informazioni e aumentare la velocità con cui riesci ad apprendere. Sebbene ognuno apprenda con tecniche e modalità diverse, ci sono alcuni luoghi che si sono rivelati produttivi per la maggior parte studenti.

Un ambiente può essere dunque la migliore scelta per un tuo compagno di studi, ma potrebbe non soddisfare le tue esigenze, quindi non cercare di adattare le tue sessioni di studio ad un ambiente in cui non riesci a dare il tuo meglio. Se ti senti più a tuo agio con del rumore ambientale, una caffetteria o una libreria potrebbero essere un buon punto di riferimento. Se preferisci i luoghi silenziosi non potrai fare a meno di biblioteche e circoli culturali.

In definitiva, il posto migliore in cui studiare è il luogo in cui ti trovi in ​​grado di concentrarti al meglio e portare a termine il tuo lavoro.

I posti migliori per studiare

Una delle prime cose che dovresti fare per aiutarti a migliorare le tue sessioni di studio è sederti ed elencare tutti i luoghi che ritieni possano costituire un’ottima area di studio. Assicurati di includere aspetti come distanza, livello di rumore ambientale, posti a sedere, risorse come tutor o computer e potenziali distrazioni.

Una volta ultimata la tua lista e identificato i pro e i contro di ogni posto, elimina i luoghi che ti causerebbero la maggior parte delle distrazioni finché non avrai 3 – 5 posti che ti piacciono davvero. Infine, prova ogni posto per diversi giorni per vedere se riesci a studiare in maniera ottimale.

La tua stanza

Studiare nella tua stanza supera la maggior parte delle qualifiche di un buon posto di studio a meno che non ti capiti di avere compagni di stanza o vicini rumorosi, nel qual caso potresti passare ad un’altra opzione. Altrimenti, la tua stanza può essere un luogo ideale per studiare. Il contesto è tranquillo se sei da solo, puoi stare comodo quanto vuoi e ,se sei collegato alla rete, allora il tuo accesso alle informazioni è di prim’ordine.

Le caffetterie

Sull’onda del trend americano, anche nel nostro Belpaese le caffetterie stanno diventando sempre più popolari tra gli studenti per una serie di motivi. Innanzitutto, questi ambienti sono ideali per sessioni di studio di gruppo e l’atmosfera è generalmente orientata al lavoro e alla conversazione. Se sei una persona che ha problemi a studiare in una stanza molto tranquilla, allora un bar potrebbe fornire il giusto livello di rumore ambientale. In secondo luogo, il caffè è un ottimo modo per migliorare la concentrazione e aumentare l’energia durante le sessioni di studio e aiuta a creare l’atmosfera per il lavoro che stai per svolgere. I requisiti da prendere in considerazione? Una buona illuminazione e la connessione wi-fi.

La biblioteca

Quando si tratta di studiare, uno dei primi posti che viene in mente alla maggior parte delle persone è la biblioteca locale o scolastica. In effetti per molte persone la biblioteca è il luogo perfetto per studiare in quanto è progettata principalmente per quello scopo. Oltre agli scaffali dei libri, qui potrai usufruire anche di postazioni informatiche dedicate alla ricerca. È inoltre un luogo comodo, dove poter trovare un gran numero di sedie comode, disposizioni di tavoli e angoli per poter studiare in modo riservato. Permette anche un ottimo accesso alle informazioni, tra libri, Internet e persone specializzate nel rispondere alle tue domande. 

Le librerie

I negozi di libri possono anche essere una buona opzione per studiare e concentrarsi sul lavoro scolastico in quanto sono generalmente abbastanza tranquille e tutti sono concentrati sulla lettura e sull’apprendimento. Alcune librerie hanno anche aree lounge e caffetterie progettate per aiutarti a rilassarti e prendere uno o due libri da leggere. Assicurati solo che il negozio di libri predisponga aree destinate a tale scopo, in quanto alcuni negozi potrebbero non volere che tu rimanga a leggere libri se non sei interessato all’acquisto.

Un’aula vuota

Se sei preoccupato per le distrazioni degli amici in biblioteca, considera l’idea di entrare in una classe vuota per studiare. Certo, non è comoda come altri posti, ma l’accesso alle informazioni è fondamentale, soprattutto se trovi un insegnante che entra ed esce. Inoltre, se hai bisogno del 100% di silenzio durante il tuo tempo di studio, questa è una buona opzione.

Il parco

Uscire e andare al parco è un modo naturale per migliorare il tuo umore mentre ti circondi di natura e ti rilassi all’aria aperta. Le persone sono fatte per stare fuori piuttosto che trascorrere tutto il giorno tra quattro mura, quindi uscire e studiare su un tavolo del parco, una panchina o un’area picnic può essere un ottimo modo per migliorare il tuo umore, sentirti più libero e migliorare la creatività e la concentrazione.

È una buona idea avere a disposizione almeno 2-3 luoghi in cui studiare, perché probabilmente vorrai alternarli a seconda del tuo umore o della necessità di un’atmosfera diversa. Variare luogo di studio ti aiuta a mantenere la tua routine fresca ed interessante. 

 

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Come diventare caposala in ospedale: studi e possibilità

Se il tuo sogno è diventare infermiere, un master in area medico-sanitaria può farti acquisire le capacità di leadership e gestione necessarie per avere successo in un ruolo manageriale.

Il ruolo di caposala, o coordinatore infermieristico, incarna il collegamento tra necessità organizzative, esigenze clinico-assistenziali e obiettivi aziendali. Prevede molte responsabilità e prevede anche competenze trasversali, come le capacità di coordinamento e gestione di un team.

Ma diventare caposala non è un’impresa impossibile. Ecco come riuscirci con questa piccola guida.

Quali sono i ruoli di un caposala?

Un caposala ricopre essenzialmente una posizione dirigenziale, svolgendo compiti di supervisione. È responsabile della direzione, organizzazione e pianificazione strategica dell’unità infermieristica all’interno di un ospedale o altra struttura sanitaria.

Questo dirigente è anche tenuto a valutare gli standard e definire gli obiettivi dell’assistenza infermieristica dell’azienda o struttura in cui opera. Oltre a supervisionare le operazioni dell’unità infermieristica, i caposala forniscono la leadership e la supervisione ai loro dipendenti diretti, inclusi i dirigenti infermieristici e il personale infermieristico.

Tra le altre responsabilità, le persone che rivestono questo ruolo sono tenute a:

  • pianificare il budget e reclutare il personale;
  • garantire che l’assistenza infermieristica soddisfi gli standard normativi;
  • rivedere e approvare le politiche e le procedure infermieristiche;
  • valutare le prestazioni del personale infermieristico;
  • collaborare con il personale infermieristico, la direzione superiore e le aziende esterne nel coordinamento della cura del paziente;
  • formare il personale infermieristico e coordinare i programmi educativi per i pazienti e le loro famiglie;
  • assicurarsi che i servizi medici di assistenza infermieristica soddisfino le esigenze dei pazienti;
  • implementare controlli qualitativi;
  • sviluppare nuovi programmi di assistenza ai pazienti.

Superfluo specificare che questo lavoro prevede uno stipendio più alto e responsabilità altrettanto grandi.

Qual sono le capacità richieste a un caposala?

Lavorare come caposala prevede, oltre alle competenze acquisibili durante la formazione e l’esperienza sul campo, anche alcune capacità innate.

Un approccio compassionevole è senz’altro alla base di qualsiasi professione infermieristica, ma ad un caposala sono richieste anche capacità di coordinamento e gestione. Chi ricopre questo ruolo deve essere in grado di facilitare e fornire un’assistenza infermieristica di qualità, gestendo al contempo lo staff.

Altro requisito sono le capacità analitiche, che permettono di inquadrare e comprendere rapidamente una situazione. Sebbene questa abilità sia una dote naturale per alcune persone, può essere comunque coltivata con l’esperienza. In un caposala, questa capacità può prevenire il verificarsi di emergenze in uno scenario di cura del paziente. Un caposala con forti capacità analitiche saprà a quale infermiere affidare un paziente e come gestire le famiglie dei degenti, i medici e le loro richieste e come ridimensionare le situazioni critiche prima che sfuggano al controllo.

Le capacità di negoziazione sono necessarie per gestire efficacemente eventuali conflitti che possono sorgere riguardo ai programmi di cura del paziente, o anche conflitti personali che possono verificarsi tra il personale. Differenze di vedute, scarsa collaborazione, comportamento non etico e non conformità vengono prima affrontate dal caposala che, in caso di mancato accordo, rimanda le problematiche alla direzione delle risorse umane dell’ospedale.

Eccellenti capacità interpersonali devono essere in parte intrinseche, in parte coltivate e sviluppate con cura durante l’esperienza infermieristica. È uno sforzo per garantire che i membri del personale infermieristico rimangano calmi, concentrati e lavorino come un gruppo cooperativo.

Ne consegue che le capacità di multitasking siano di vitale importanza per un caposala dovendo
supervisionare i trattamenti dei pazienti, i progressi, inoltrare le segnalazioni ai medici, supervisionare gli infermieri, gestire gli orari del personale e così via.

Quale percorso intraprendere per diventare caposala?

Per intraprendere la professione di coordinatore infermieristico è necessario partecipare ad un concorso pubblico (al quale si accede per titoli ed esami) se si vuole ricoprire una posizione nel Servizio Sanitario Nazionale, oppure un concorso interno nel caso di strutture private.

Ad ogni modo, è necessario essere in possesso del titolo di AFD (abilitato alle funzioni direttive) e aver maturato un’esperienza di almeno due anni come infermiere professionale. Nei concorsi si ottengono punteggi migliori con una laurea triennale o specialistica e con un master di specializzazione. Nei settori privati, ad esempio nelle cliniche e negli ospedali privati invece non bisogna fare un concorso pubblico, ma la scelta avviene in base al curriculum dei vari candidati.

Molti enti ed ospedali richiedono anche un Master in Coordinamento delle Professioni Sanitarie, come quello attivato da Unicusano. Questo Master, della durata di un anno, ti permette di studiare dove e quando vuoi, acquisendo tutte le competenze necessarie per riuscire a diventare un coordinatore infermieristico e intraprendere questa professione.

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Quante “intelligenze” abbiamo? La teoria dell’intelligenza multipla

Quando si parla di intelligenza, si pensa quasi sempre al test del QI.

L’intelligenza è spesso definita come il nostro potenziale intellettuale; qualcosa con cui siamo nati, qualcosa che può essere misurato e una capacità che è difficile da cambiare.

Negli ultimi anni, tuttavia, gli studi psicologici hanno fatto emergere altre concezioni dell’intelligenza. Una di queste è la teoria delle intelligenze multiple proposta dallo psicologo di Harvard Howard Gardner.

Cosa afferma la teoria delle intelligenze multiple?

La teoria delle intelligenze multiple sfida l’idea di un unico QI, definendola estremamente limitante. Nel 1983, Howard Gardner ha ampliato questa definizione postulando l’esistenza di più tipi di intelligenza umana, ognuno dei quali rappresenta modi diversi di elaborare le informazioni.

Sulla base di questa teoria, Gardner ha delineato otto diversi tipi di intelligenza, al fine di catturare l’intera gamma di abilità e talenti che le persone possiedono. Per Gardner, le persone non hanno solo una capacità intellettuale, ma hanno molti tipi di intelligenza, comprese le intelligenze musicali, interpersonali, spaziale-visive e linguistiche.

La teoria di Gardner è stata criticata sia da psicologi che da educatori. Questi critici sostengono che la definizione di intelligenza sviluppata dal professore di Harvard sia troppo ampia e che le sue otto diverse “intelligenze” rappresentano semplicemente talenti, tratti della personalità e abilità.

Nonostante ciò, la teoria delle intelligenze multiple gode di una notevole popolarità tra gli educatori. Molti insegnanti includono più tipi di intelligenze nei loro metodi di insegnamento e lavorano per integrare la teoria di Gardner in classe. 

Le otto intelligenze di Gardner

Secondo Gardner, tutti noi possiamo avere queste intelligenze, ma il nostro profilo può differire individualmente in base alla genetica o all’esperienza maturata. Ogni persona possiede ogni intelligenza in una certa misura, ma c’è sempre un’intelligenza primaria, o più dominante.

Gardner suggerisce anche che potrebbero esserci altre intelligenze “candidate” – come l’intelligenza spirituale, l’intelligenza esistenziale e l’intelligenza morale – ma non crede che soddisfino i suoi criteri di inclusione originali.

Intelligenza spaziale

L’intelligenza spaziale è la capacità di pensare in tre dimensioni. Le capacità principali includono il ragionamento spaziale, la manipolazione delle immagini, le abilità grafiche e artistiche e un’immaginazione attiva. Marinai, piloti, scultori, pittori e architetti mostrano tutti un’intelligenza spaziale. I giovani adulti con questo tipo di intelligenza possono essere affascinati da labirinti o puzzle, o trascorrere il tempo libero disegnando o sognando ad occhi aperti.

Intelligenza linguistico-verbale

Le persone che hanno una forte intelligenza linguistico-verbale sono in grado di usare bene le parole, sia durante la scrittura che nell’espressione parlata. Questi individui sono generalmente molto bravi a scrivere storie, memorizzare informazioni e leggere. L’intelligenza linguistica è la competenza umana più ampiamente condivisa ed è evidente in poeti, romanzieri, giornalisti e oratori pubblici efficaci.

Intelligenza logico-matematica

L’intelligenza logico-matematica è la capacità di calcolare, quantificare, considerare proposizioni e ipotesi ed eseguire operazioni matematiche complete. Ci permette di percepire relazioni e connessioni e di usare il pensiero astratto e simbolico; capacità di ragionamento sequenziale; e modelli di pensiero induttivo e deduttivo. L’intelligenza logica è generalmente ben sviluppata in matematici, scienziati e investigatori e può essere individuata nei giovani che sono interessati a schemi, categorie e relazioni. Sono attratti da problemi aritmetici, giochi di strategia ed esperimenti.

Intelligenza corporeo-cinestetica

Si dice che coloro che hanno un’elevata intelligenza cinestesica corporea siano bravi nel movimento del corpo, nell’esecuzione di azioni e nel controllo fisico. Le persone che sono forti in quest’area tendono ad avere un’eccellente coordinazione occhio-mano e destrezza: è il caso di atleti, ballerini, chirurghi e artigiani.

Intelligenza musicale

L’intelligenza musicale è la capacità di discernere altezza, ritmo, timbro e tono. Questa intelligenza ci consente di riconoscere suoni e note, creare e riprodurre musica, come dimostrato da compositori, direttori d’orchestra, musicisti, vocalist e ascoltatori sensibili. È interessante notare che spesso c’è una connessione affettiva tra la musica e le emozioni; e le intelligenze matematiche e musicali possono condividere processi di pensiero comuni. Le persone con questo tipo di intelligenza dimostrano un forte apprezzamento verso la musica e spesso sono brave nella composizione e nell’esecuzione musicale.

Intelligenza sociale

L’intelligenza sociale, o interpersonale, è la capacità di comprendere e interagire efficacemente con gli altri. Implica un’efficace comunicazione verbale e non verbale, la capacità di notare le specificità dell’individuo, la sensibilità agli stati d’animo e ai temperamenti degli altri e la capacità di intrattenere prospettive multiple. Insegnanti, assistenti sociali, attori e politici mostrano tutti intelligenza interpersonale. Le persone con questo tipo di intelligenza sono abili nel valutare le emozioni, le motivazioni, i desideri e le intenzioni di coloro che li circondano. 

Intelligenza introspettiva

Gli individui che spiccano nell’intelligenza introspettiva hanno consapevolezza dei propri stati emotivi, sentimenti e motivazioni. L’intelligenza intra-personale implica non solo un apprezzamento del sé, ma anche della condizione umana. È evidente in psicologi, leader spirituali e filosofi.

Intelligenza naturalistica

L’intelligenza naturalistica è l’aggiunta più recente alla teoria di Gardner e ha incontrato più resistenza delle sue sette intelligenze originali. Secondo Gardner, gli individui con questa intelligenza sono più in sintonia con la natura e si distinguono per l’interesse nei confronti dell’ambiente e di altre specie. 

L’importanza delle intelligenze multiple nell’apprendimento

Le diverse intelligenze teorizzate da Gardner si riflettono in altrettanti modi di apprendere, che si riflettono in molti aspetti della vita quotidiana, dalla scuola al lavoro.

Mentre alcune persone possono apprendere facilmente in un ambiente basato sulla linguistica (lettura e scrittura), altre danno il meglio attraverso l’apprendimento basato sulla logica matematica. Altre ancora beneficiano maggiormente dell’intelligenza cinestesica del corpo (imparare utilizzando le mani o altre parti del corpo).

Questa diversità, secondo Gardner, dovrebbe influire sul modo in cui le persone vengono istruite. Ha affermato che queste differenze “sfidano un sistema educativo che presume che tutti possano imparare gli stessi materiali allo stesso modo e che una misura uniforme e universale sia sufficiente per testare l’apprendimento degli studenti”. Non adottando metodi di insegnamento basati su intelligenze diverse, gli studenti spesso lasciano la scuola sentendosi “sottovalutati”.

Per Gardner, il sistema educativo è fortemente sbilanciato verso modalità linguistiche di istruzione e valutazione e, in misura minore, anche verso modalità logico-quantitative. L’ampio spettro di studenti, e forse la società nel suo insieme, potrebbe esprimere il suo massimo potenziale se le discipline potessero essere presentate in diversi modi e l’apprendimento potesse essere valutato attraverso una varietà di mezzi.

Nel 2010, Bas e Beyhan hanno presentato i risultati del loro studio sull’uso della teoria delle intelligenze multiple nell’apprendimento dell’inglese. Hanno stabilito che l’apprendimento basato sull’intelligenza multipla è più efficace in termini di livelli di rendimento degli studenti e del loro atteggiamento nei confronti dell’apprendimento. La loro ricerca supporta l’affermazione di Gardner che l’apprendimento basato sull’intelligenza multipla ha i suoi vantaggi sugli studenti.

Secondo la teoria espressa da Gardner, quando agli educatori viene data la libertà di allontanarsi dai metodi di insegnamento tradizionali basati sulla visualizzazione, avranno l’opportunità di raggiungere più studenti, in modo più efficace. Adottando modelli di apprendimento capaci di raggiungere più intelligenze, gli insegnanti troveranno gli studenti più produttivi, più ricettivi e disposti a impegnarsi maggiormente nel processo di apprendimento.

 

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Come scrivere una tesi compilativa in scienze dell’educazione: la guida completa

Ti sei iscritto a Scienze dell’educazione a Torino e stai per raggiungere l’agognato traguardo? La tesi non è solo il documento che sancisce il completamento della carriera accademica, ma è anche il biglietto da visita per il futuro percorso professionale.

Scrivere una tesi richiede perseveranza, determinazione e attenzione ai  minimi dettagli. Può sembrare demoralizzante pensare di dover scrivere un testo di centinaia di pagine e sottoporlo all’attenzione di studiosi da cui dipenderà la tua valutazione.

Tuttavia, affrontando il lavoro con la giusta consapevolezza, potrai dedicarti alla stesura della tesi senza corse o stress aggiuntivi. Leggi questa breve guida per sapere come organizzare la tua tesi compilativa in scienze dell’educazione e partire col piede giusto.

Cos’è una tesi compilativa?

A differenza della tesi sperimentale, la tesi compilativa prevede la raccolta e l’elaborazione di fonti e bibliografie in grandi volumi. I requisiti relativi ai singoli articoli, al loro numero e ai metodi di pubblicazione possono variare tra le diverse discipline.

Nell’elaborato lo studente porta avanti un determinato punto di vista sull’argomento, confrontando la letteratura presente sul tema. Nella sintesi da presentare alla commissione di laurea, dovrà argomentare la sua tesi in maniera chiara ed esaustiva.

Dove cominciare a scrivere la tesi?

Prima di prendere carta e penna, devi capire che ogni ateneo ha le sue esigenze a questo riguardo. Questo è il motivo per cui non esiste una risposta precisa a una domanda come “quanto dovrebbe essere lungo un elaborato di tesi?”. Alcune università ammettono documenti di tesi brevi anche di 30 pagine ma, se stai concludendo il tuo percorso di master o dottorato, la tesi dovrebbe essere lunga almeno 200 pagine.

Comunque i requisiti di lunghezza non sono rigidi: l’importante è che la tesi tratti l’argomento scelto in maniera completa ed esauriente. Dovresti consultare il tuo supervisore per avere consigli sulla lunghezza più appropriata.

È fondamentale iniziare il processo di scrittura degli articoli il prima possibile. Non è necessario enfatizzare eccessivamente la pianificazione o mirare ad avere uno schema perfetto della sua struttura prima di iniziare a scrivere.

Di seguito abbiamo raccolto dei suggerimenti riguardanti le varie fasi del processo di compilazione della tesi, con alcuni consigli pratici relativi alle diverse fasi.

  • Definire l’argomento di ricerca. Il lavoro verso la stesura di una tesi compilativa in scienze dell’educazione inizia con la definizione dell’argomento di ricerca. Annota un potenziale argomento o una serie di idee. Delinea i testi che riguardano la tua dissertazione, includi eventuali idee iniziali e problemi di ricerca. Non rimanere bloccato alla prima stesura. L’argomento può cambiare e essere ri-focalizzato durante il progetto di tesi. Non è necessario sapere tutto in anticipo. Scrivere una prima bozza probabilmente ti ispirerà con nuovi spunti.
  • Stendere lo schema della tesi. Un primo schema deve trattare tutti i punti da discutere nella tesi compilativa. Fissa un argomento principale e dividilo in sotto argomenti, che costituiranno i diversi capitoli e paragrafi del tuo elaborato.
  • Raccogliere la bibliografia. Non puoi stendere una prima bozza se prima non raccogli la letteratura riguardante l’argomento scelto. Tuttavia, non è pratico accatastare una grande pila di libri nell’angolo del tavolo. Piuttosto, seleziona del materiale pertinente, ad esempio 5-10 libri e 10-30 articoli scientifici: ciò ti aiuterà a familiarizzare con l’argomento e ad avere un primo livello di comprensione della tua ricerca. Chiedi consiglio al tuo supervisore e ai colleghi nella scelta dei libri e degli articoli.

La struttura della tesi

Ora proviamo a farci un’idea generale della struttura del documento della tesi. In effetti, le variazioni sono possibili, ma ecco le linee guida  generali.

Il frontespizio

Il frontespizio della tesi contiene tutte le informazioni chiave sul documento. Di solito include titolo della tesi, nome dello studente e facoltà e corso di laurea. A volte include anche il numero di matricola, il nome del supervisore e il logo dell’università.

Il tuo supervisione sarà in grado di dirti esattamente cosa dovrebbe essere incluso nel frontespizio e come dovrebbe essere formattato. Assicurati di verificare l’esistenza di eventuali linee guida specifiche per margini, spaziatura e dimensione del carattere.

Chi legge il frontespizio deve capire subito l’argomento della tesi, motivo per cui deve essere chiaro ed immediato. Una mossa intelligente è quella di scriverlo per ultimo poiché, avendo una visione globale più chiara, sarà più rappresentativo.

Indice

L’indice è di primaria importanza, soprattutto nelle tesi più corpose. Consente di avere una panoramica immediata degli argomenti trattati, con la relativa numerazione. Possiamo considerarlo come la mappa della tesi, fondamentale per l’orientamento di chi legge.

Abstract

Pur essendo facoltativo, l’abstract è una componente importante di una tesi compilativa. Presentato all’inizio della tesi, si può intendere come la prima descrizione sostanziale del tuo lavoro letta da un esaminatore esterno.

L’abstract è un riassunto dell’intera tesi. Presenta tutti gli elementi principali del tuo lavoro in una forma altamente condensata. Un abstract spesso funziona, insieme al titolo della tesi, come testo a sé stante.

Introduzione

Una buona introduzione deve coinvolgere il lettore illustrandogli gli argomenti chiave della tesi. Qui si parla anche della motivazione che ha spinto alla scelta di quella tematica, dei metodi di ricerca adottati e delle eventuali difficoltà riscontrate in sede di stesura.

La durata dell’introduzione dipenderà dalla lunghezza dell’intera tesi. Di solito, un’introduzione costituisce circa il 10% del conteggio totale delle parole.

Il corpo del testo

È il cuore della tesi, suddiviso in capitoli e paragrafi. Il numero dei capitoli varia in base all’argomento trattato e alla tipologia di tesi scelta.

La conclusione

Questa parte dovrà principalmente rispondere alle domande poste nell’introduzione.

Sebbene tu possa incoraggiare i lettori a mettere in discussione le loro opinioni e riflettere sul tuo argomento, non dovresti lasciare questioni in sospeso. Assicurati di aver concluso tutti gli interrogativi e spiega perché la tua tesi è importante per il suo campo di ricerca.

La bibliografia e la sitografia

A fine tesi è importante raggruppare ed elencare tutte le fonti utilizzate nella stesura dell’elaborato. Scrivi sempre tutte le fonti che consulti, siano esse scritte (documenti, libri, articoli di giornale, riviste) oppure digitali.

I ringraziamenti

Scrivere riconoscimenti per la tesi è, probabilmente, una delle parti meno impegnative della scrittura della tua tesi.

Nella maggior parte dei casi, non ci sono regole particolari su come scrivere questa sezione. Tuttavia, assicurati di menzionare le organizzazioni e le persone che hanno attivamente supportato la tua ricerca, anche tramite consulenza accademica. È una buona idea spendere qualche parola sul tuo supervisore; anche menzionare i parenti e gli amici che ti hanno sostenuto in questo percorso è un’ottima idea.

Verifica i requisiti previsti per la posizione della sezione dei riconoscimenti. Alcuni atenei consigliano di posizionarla subito dopo l’abstract, mentre c’è chi suggerisce di scriverla dopo la conclusione.

Studiare Scienze dell’educazione con Unicusano

Se laurearti in scienze dell’educazione è il tuo sogno, puoi realizzarlo con i corsi online messi a disposizione da Unicusano. Corsi triennali, specialistici e master di I e II livello, frequentabili comodamente a distanza da qualsiasi tipo di dispositivo dotato di connessione rete.

Grazie alla modalità e-learning qualsiasi iscritto potrà seguire le lezioni da casa, scaricare il materiale didattico digitale e richiedere il supporto del tutor. La didattica Unicusano è sviluppata su misura dello studente, per dar modo anche a lavoratori e studenti impegnati di conseguire il titolo di studio.

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Come avere nuove idee ogni giorno: come “esercitare” la mente

È vero che un flusso costante di idee è importante per chiunque lavori nel settore creativo, ma si tratta di un livello difficile da mantenere. Non solo i clienti richiedono nuovi progetti, soluzioni e proposte, ma la maggior parte dei professionisti desidera avere idee innovative e uno spirito creativo sempre vivo.

La verità è che, indipendentemente da quanto si è esperti, il blocco creativo può capitare a chiunque. E può essere una situazione straziante per chiunque abbia mezzi di sussistenza dipendenti dalla propria intelligenza e creatività. Ma, in verità, il blocco dello scrittore o dell’artista può essere facilmente superato.

La misura in cui incorpori determinate abitudini nella tua vita determina in definitiva la qualità delle tue idee. Non è magia, è impegno. Ecco le strategie per esercitare la tua mente a generare idee preziose.

Le strategie per stimolare il flusso di idee

Finora, la scienza non ha davvero determinato esattamente cosa succede nel nostro cervello durante il processo creativo, dal momento che si attivano diversi processi cerebrali.

La cosa più strana del processo di generazione delle idee è che sembra esserci una convinzione diffusa che si tratti di una sorta di processo mistico, riservato solo a artisti del genere “visionari” e scienziati pazzi. C’è questa idea secondo cui queste persone siano le uniche a poter elaborare grandi idee in modo coerente, e anche allora, solo dopo aver atteso “l’ispirazione”. Questa convinzione è sostenuta nonostante molti abbiano affermato di lavorare duramente alla produzione di idee.

La buona notizia è che coltivare idee è fortunatamente un processo alla portata di chiunque. Diamo un’occhiata a ciò che serve per innescare la generazione di idee nel nostro cervello.

Crea nuove connessioni

Un modo per generare nuove idee è creare connessioni nuove e inaspettate. Alcune delle idee migliori sembrano accadere quasi per caso: vedi o senti qualcosa di non inerente alla situazione che stai cercando di risolvere e una lampadina si accende nella tua testa!

Ad esempio, l’architetto Mick Pearce ha sviluppato un innovativo sistema di controllo climatico osservando i tumuli realizzati dalle termiti, capaci di mantenere all’interno l’umidità a prescindere dalle temperature ambientali.

Prova alcune delle seguenti strategie per creare connessioni creative:

  • Parole casuali. Scegli una parola a caso da un qualsiasi documento, quindi cerca nuove associazioni tra quella parola e il tuo problema.
  • Immagini casuali. Le immagini possono essere un ottimo modo per ispirare il pensiero creativo. Scegli qualsiasi immagine, trova una connessione con il tuo problema e annota tutte le nuove possibilità che si aprono. Un’immagine di una sequoia gigante, ad esempio, potrebbe suggerire nuovi modi per organizzare il team all’interno della tua azienda.
  • Oggetti di uso comune. Nuove idee possono sorgere anche da oggetti di uso quotidiano. Chiediti: “In che modo questo oggetto è come il problema che stiamo cercando di risolvere?” o “Come possiamo usare questo oggetto per affrontare la nostra sfida?”. Una spillatrice, ad esempio, potrebbe spingerti a considerare se le persone nel tuo team si stanno disconnettendo. Forse potresti creare un nuovo canale di comunicazione per “fissarli” insieme?.

Prova prospettive diverse

Puoi aggiungere ulteriore dinamismo al tuo pensiero facendo un passo indietro rispetto al tuo solito punto di vista e visualizzando un problema attraverso “occhi nuovi”. Potrai avere una visione sorprendentemente diversa del problema parlando con qualcuno di un diverso background o esperienze di vita.

Oppure, prova a giocare al gioco del “Se fossi”. Chiediti, come affronteresti questa sfida se fosse un atleta o un imprenditore di successo.

Identifica le caratteristiche distintive di quella persona e usale per affrontare la sfida. L’imprenditore, ad esempio, potrebbe correre rischi maggiori, mentre l’atleta si concentrerebbe sul raggiungimento del successo attraverso un allenamento intensivo.

Tieni traccia delle tue idee

Va bene avere idee, ma quelle idee possono svanire dalla tua testa non appena ti distrai. Se non puoi vantare una buona memoria, scrivi le cose. Ora che gli smartphone sono onnipresenti, non c’è più la scusa di non avere a portata di mano carta e penna.

Puoi utilizzare una qualsiasi miriade di app progettate per aiutarti a tenere traccia delle idee, come Evernote, Note o Keep. Capita di avere buone idee proprio durante un pisolino, solo per dimenticarle completamente la mattina dopo (o peggio – ricordare di aver avuto una grande idea ma non sapere quale fosse).

Non è sufficiente raccogliere idee, è necessario implementarle anche in qualche modo. Siediti ogni settimana o mese per esaminare le idee che hai raccolto e passarle al setaccio, tralasciando quelle per le quali non hai tempo e concentrandoti su quelle che puoi attuare.

Tutti questi metodi richiedono un impegno di tempo ed energia, ma questa è la chiave per avere grandi idee. Devi dare al tuo cervello il tempo e lo spazio per lavorare per te.

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