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I 3 lavori innovativi per laureati in economia

Una laurea in economia può aumentare le tue prospettive occupazionali in molte aree, indipendentemente dal settore in cui ti sei formato. Le capacità analitiche e di risoluzione dei problemi sviluppate dagli studenti di economia sono richieste in campi ampi e diversificati.

Ci sono poi lavori ancora poco conosciuti in Italia, ma che stanno prendendo sempre più piede nelle aziende. Di seguito abbiamo elencato 3 lavori innovativi che i giovani laureati in economica dovrebbero prendere in considerazione.

Attuario

Questa professione, ancora poco conosciuta in Italia, può essere considerata una delle più interessanti e richieste nel mondo del lavoro, in particolare nel settore assicurativo, finanziario e previdenziale. L’attuario si occupa di valutare l’andamento futuro di variabili demografiche ed economico-finanziarie, prevedendo la realtà nel breve, medio e lungo periodo.

Utilizzando la matematica, il calcolo delle probabilità, la statistica e la finanza, l’attuario fornisce report ed escogita strategie su come ridurre i rischi finanziari. Per far questo, deve considerare un gran numero di variabili quando analizza i profili di rischio per stabilire un modello redditizio per le polizze assicurative.

La maggior parte dei ruoli in questo campo ricade nell’ambito delle pensioni e delle assicurazioni, ma anche nel settore bancario, finanziario e sanitario.

Analista finanziario

L’analista finanziario, anche chiamato consulente di gestione, analizza i problemi aziendali e ricerca possibili soluzioni da presentare ai clienti. Fornisce consulenza ai manager su come rendere le organizzazioni più redditizie attraverso costi ridotti e maggiori entrate.

Per capire su quali aspetti intervenire, l’analista finanziario deve consultare il personale e condurre osservazioni in loco, analizzare i dati finanziari e di altro tipo, inclusi rapporti su entrate, spese e occupazione. Può quindi sviluppare soluzioni o pratiche alternative, raccomandare nuovi sistemi, procedure o modifiche organizzative.

Il lavoro degli analisti di gestione può variare da progetto a progetto. Alcuni progetti richiedono un team di analisti, ognuno specializzato in un’area. Su altri progetti, gli analisti lavorano in modo indipendente con i manager dell’organizzazione.

Gli analisti di gestione spesso si specializzano in determinate aree, come il controllo dell’inventario o la riorganizzazione delle strutture aziendali. Alcuni si concentrano su un settore specifico, come l’assistenza sanitaria o le telecomunicazioni.

HR Manager

L’HR manager, o manager in risorse umane, supervisiona il dipartimento delle risorse umane, facendo da tramite tra la direzione di un’organizzazione ed i suoi dipendenti.

Le responsabilità lavorative dell’HR manager sono molto variegate. Innanzitutto, deve sviluppare e amministrare piani e procedure relativi al personale dell’azienda. Si occupa anche di fissare gli obiettivi del dipartimento, supervisionare l’amministrazione generale, condurre indagini salariale, sviluppare e analizzare il budget dell’azienda e raccomandare nuove politiche, approcci e procedure.

Sebbene nelle organizzazioni più piccole i gestori delle risorse umane possano essere responsabili di tutti i compiti sopra menzionati, questi professionisti delle risorse umane nelle aziende più grandi possono avere compiti più specializzati.

Se desideri specializzarti in queste nuove professioni, la facoltà di economia a Torino fornisce un livello formativo al passo con il mercato del lavoro, con la possibilità di seguire le lezioni in sede oppure a distanza.

 

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Come smettere di rimandare sempre? 3 consigli da seguire

Ti ritrovi a rimandare ripetutamente gli impegni quotidiani? Tendi a dire: “Ho molto tempo, quindi posso farlo in seguito”? Non incolpare te stesso per essere pigro, la questione non riguarda la pigrizia. Si tratta infatti di procrastinazione – un disturbo psicologicamente approvato, che ostacola il raggiungimento dei tuoi obiettivi professionali e personali e ti intrappola in un circolo vizioso di fallimento e rancore.

La parola deriva dal latino e significa letteralmente “rimandare qualcosa a domani”. In breve si tratta di “rimandare, ritardare un compito o una decisione”. Per molti psicologi si tratta di un comportamento irrazionale perché, quando procrastiniamo, facciamo qualcosa contro i nostri interessi e il nostro benessere. Puoi decidere di approfondire questa tematica intraprendendo un corso di laurea in psicologia a Torino. Sul momento, puoi invece mettere in pratica alcuni semplici passaggi che ti permettono di prendere coscienza del problema ed iniziare ad affrontarlo.

Pianifica tutto

Pianifica tutto, anche le attività non legate allo studio o al lavoro. Assegna a ciascuna voce del tuo elenco una fascia oraria molto specifica. Avere un orario di inizio e di fine ti dà un obiettivo molto preciso su cui lavorare, piuttosto che sentirti come se stessi andando a caso. Questo aiuta ad evitare la procrastinazione, che è spesso la conseguenza di sentirsi sopraffatti da una lunga lista di compiti che pensiamo di non riuscire mai ad ultimare!

Dividi il tuo compito in più parti

I procrastinatori tendono a stilare piani enormi, per avere la scusa di non poter riuscire a far nulla. Scomponi il tuo compito in parti piccole e cerca di organizzarle dalla più difficile alla più semplice. Per trovare il giusto slancio, dedicati a fasi crescenti di tempo, dedicandoti inizialmente 10 minuti a quel lavoro che rimandi da tanto. Con il tempo, troverai l’entusiasmo per continuare oltre il tuo impegno iniziale.

Sbarazzati delle distrazioni

Riduci le distrazioni sulla tua scrivania al minimo e concentrati solo sulle tue attività. Ignora Facebook e le notifiche che ricevi e trasformale in premi. Concediti di utilizzare il telefono o altri dispositivi solo quando completi una parte dell’attività. Sforzati di rendere divertente ogni piccola attività. Vuoi iniziare a pulire il tuo armadio? Metti la tua canzone preferita mentre affronti il primo scaffale. Premiati con una sorpresa quando invii quella proposta al tuo cliente.

In ultimo, impara a perdonarti e ad apprezzare i piccoli risultati. Non essere duro con te stesso se all’inizio perdi un piccolo impegno. Un’eccessiva autocritica può scatenare un ciclo infinito di rancore, aumentando la tua tendenza a procrastinare. Quindi, non ti sei svegliato presto oggi? Non dargli troppo peso. Ogni volta che ti svegli presto, congratulati con te stesso e metti un grande segno di spunta sul tuo calendario.

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Business planning: le 5 cose da sapere

Ogni impresa deve avere un piano aziendale scritto. Che si tratti di fornire indicazioni riguardanti la gestione o l’organizzazione, o le tecniche per trovare investitori, un piano aziendale è vitale per il successo di un’organizzazione. Ma come si scrive un business plan?

Realizzare un Business Plan: cosa non dovrebbe mai mancare

Un business plan è un documento scritto che descrive la natura del business, la strategia di vendita e di marketing, e lo sfondo finanziario, con una previsione del profitto e delle perdite.

Ogni imprenditore e startup ha bisogno di un business plan. Prima di decidere esattamente che aspetto ha e come crearlo, ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione.

    • Partire con la ricerca. Per scrivere il piano perfetto, devi conoscere intimamente la tua azienda, il tuo prodotto, la tua concorrenza e il mercato. In altre parole, è tua responsabilità sapere tutto ciò che puoi sulla tua attività e sul settore in cui stai entrando. Leggi tutto quello che puoi sul tuo business e analizza il tuo target.
    • Creare un profilo aziendale. Il profilo della tua azienda include la storia della tua organizzazione, quali prodotti o servizi offri, il tuo mercato e pubblico target, le tue risorse, come risolverai un problema e ciò che rende unica la tua attività. I profili aziendali si trovano spesso sul sito Web ufficiale dell’azienda e vengono utilizzati per attirare possibili clienti e talenti.
    • Predisporre un piano di marketing strategico. Un ottimo business plan includerà sempre un piano di marketing strategico e aggressivo, con diversi obiettivi di marketing e le tecniche per raggiungerli. Naturalmente, il raggiungimento degli obiettivi di marketing avrà dei costi, per questo bisogna prevedere un budget per ogni attività pianificata.
    • Adattarlo al pubblico. I potenziali lettori di un piano aziendale sono un gruppo variegato, che va dai banchieri e venture capitalist ai dipendenti. Se conosci i loro interessi in anticipo, puoi essere sicuro di prenderli in considerazione quando prepari un piano per quel particolare pubblico.
    • Mostrare interesse. Indipendentemente dal fatto che tu stia condividendo il tuo piano con un investitore, un cliente o un membro del team, il tuo piano deve dimostrare che sei appassionato e dedicato all’attività. Potresti discutere degli errori che hai appreso, elencare i problemi che speri di risolvere, descrivere i tuoi valori e stabilire ciò che ti distingue dalla concorrenza. Spiegando perché ti preoccupi della tua attività, crei una connessione emotiva con gli altri in modo che possano supportare la tua organizzazione in futuro.

Se ti senti portato per l’area manageriale e desideri approfondire la tua preparazione in campo economico e finanziario, la Facoltà di Economia e Commercio a Torino fornisce tutte le risorse per entrare in un mondo del lavoro sempre più competitivo e globalizzato.

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Come scegliere il master per infermieri a Torino?

Come per molte lauree mediche, la professione infermieristica vanta grandi possibilità occupazionali per i giovani laureati. Si tratta infatti di una professione richiesta, indispensabile e duratura.

Specializzarsi ulteriormente in questo settore, permette di acquisire competenze ancora più specifiche, spendibili a proprio vantaggio nel mondo del lavoro. Per questo molti giovani, dopo aver conseguito il titolo di studio, preferiscono intraprendere un master di specializzazione in infermieristica.

Intraprendere il master di infermieristica a Torino

Torino è tra le città di punta del nord Italia per quanto riguarda l’assistenza specialistica e ambulatoriale e i servizi di urgenza di Pronto Soccorso. Molte sono le figure professionali richieste nel settore, che possono trovare importanti possibilità di affermazione nelle aziende sanitarie locali, nelle aziende ospedaliere e nelle aziende ospedaliero-universitarie.

Se tante sono le richieste, non è da meno la concorrenza tra i giovani che decidono di intraprendere un percorso accademico in questo campo. Per questo motivo, specializzarsi è di fondamentale importanza per chi vuole perfezionare le capacità già acquisite nel corso del proprio precedente percorso di studi o durante il proprio iter professionale.

Diversi i master in infermieristica che è possibile intraprendere a Torino, inerenti varie specializzazioni. Ma come scegliere quello più adatto alle proprie esigenze? Ci sono diversi parametri da prendere in considerazione:

  • Obbligo di frequenza. In media, tutti gli atenei stabiliscono un obbligo minimo di frequenza per poter seguire le lezioni direttamente in sede. Verifica l’ammontare delle ore per la frequenza obbligatoria, soprattutto se hai impegni lavorativi e familiari. In quest’ultimo caso, affidarti ad un’università online, può essere una soluzione più adatta per gestire la propria vita accademica con maggiore flessibilità, perché è possibile seguire le lezioni direttamente da casa in qualsiasi momento della giornata.
  • Durata del master. In genere, la maggior parte dei master ha la durata di un anno, o stabilisce la copertura di 1500 ore, da ripartire in lezioni, esercitazioni, seminari, attività pratiche o di laboratorio approfondimento personale e stage. Esistono anche master della durata maggiore, che offrono più o meno flessibilità, per questo è bene informarsi in anticipo in base alle proprie esigenze.
  • Attività di formazione. La formazione inizia sul campo. Per questo è preferibile scegliere un master in infermieristica arricchito da attività di tirocinio e project work con cui mettere in pratica l’attività didattica e di studio. L’esperienza sul campo potrà poi anche essere riconosciuta dalla commissione scientifica per avere diritto ad un certificato di servizio.

Il superamento della prova finale, che consiste nella discussione di un project work davanti a una commissione appositamente istituita, permette di conseguire un titolo di alta formazione e perfezionamento scientifico, pensato per i professionisti che vogliono aggiornarsi o riqualificarsi.

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Cos’è la terapia cognitivo comportamentale?

La terapia cognitivo comportamentale può essere uno strumento molto utile – da solo o in combinazione con altre terapie – nel trattamento dei disturbi della salute mentale.

Tuttavia, può rivelarsi fruttuoso anche per chiunque voglia imparare a gestire meglio le situazioni di vita stressanti.

La terapia cognitivo comportamentale aiuta infatti a prendere coscienza di pensieri inesatti o negativi in ​​modo da poter visualizzare le situazioni difficili in modo più chiaro e reagire a queste in modo più efficace.

Cos’è la terapia cognitivo comportamentale?

La terapia cognitivo comportamentale viene utilizzata per trattare una vasta gamma di problemi. È il tipo di psicoterapia più usato perché può aiutare rapidamente a identificare e affrontare sfide specifiche. In genere richiede meno sessioni rispetto ad altri tipi di terapia e viene eseguita in modo strutturato.

La terapia cognitivo comportamentale è uno strumento utile per affrontare le sfide emotive. Ad esempio, può aiutare a:

  • Gestire i sintomi della malattia mentale;
  • Prevenire una ricaduta dei sintomi della malattia mentale;
  • Trattare una malattia mentale quando i farmaci non sono una buona opzione;
  • Apprendere le tecniche per affrontare situazioni di vita stressanti;
  • Individuare i modi corretti per gestire le emozioni;
  • Risolvere i conflitti relazionali e imparare modi migliori di comunicare;
  • Affrontare il dolore derivante dalla perdita e superare il trauma emotivo legato all’abuso o alla violenza.

I disturbi di salute mentale che possono migliorare con la CBT includono: depressione, disturbi d’ansia, fobie, disordini del sonno, problemi alimentari, disturbi ossessivi compulsivi, disturbi bipolari, schizofrenia e disturbi sessuali.

In alcuni casi, la CBT è più efficace quando è combinata con altri trattamenti, come antidepressivi o altri farmaci.

Gli esercizi della terapia cognitivo comportamentale

La terapia comportamentale cognitiva implica più che sedersi e parlare di ciò che viene in mente. Questo approccio strutturato mantiene il terapeuta e la persona in trattamento concentrati sugli obiettivi di ciascuna sessione. La persona in terapia beneficia di una relazione collaborativa e può tranquillamente esprimere i propri problemi personali senza paura di essere giudicata. Il terapeuta guida il paziente nel suo percorso, ma non dice mai alla persona in terapia cosa fare.

Le tecniche di CBT incorporano diversi strumenti terapeutici. Questi strumenti aiutano le persone in terapia a valutare i loro modelli e stati emotivi. I terapisti della terapia cognitivo comportamentale, possono utilizzare tecniche comuni come:

  • Scrivere sul diario;
  • Sfidare le credenze negative;
  • Esercizi di consapevolezza;
  • Pratiche di rilassamento;
  • Esercizi sociali, fisici e di pensiero, per aiutare a prendere coscienza dei propri schemi emotivi e comportamentali.

La persona coinvolta nel trattamento porta avanti questi compiti anche al di fuori dell’orario previsto per la terapia. Deve infatti imparare ad affrontare queste sfide in autonomia per imparare a sviluppare credenze e comportamenti più positivi.

L’università di psicologia di Torino offre un percorso accademico per approfondire le più disparate tecniche in ambito psicologico, tra cui anche la terapia cognitivo comportamentale.

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Analisi di mercato: cos’è e come si fa

Hai un’idea di business che vorresti realizzare e vuoi che la tua azienda ottenga massimi risultati con la giusta analisi di mercato?
Se opportunamente eseguita, un’indagine di mercato ti permette di analizzare un determinato mercato e di capirne l’effettiva attrattività da un punto di vista economico.

Se ti stai chiedendo nello specifico un’analisi di mercato cos’è, devi sapere che essa raccoglie e analizza le informazioni utili all’andamento dell’operato dell’azienda sul mercato di riferimento. In altre parole essa esamina le necessità e i bisogni dei consumatori e individua le principali caratteristiche del mercato di riferimento ideale per la tua attività.

Contrariamente a quanto si pensa non è necessario investire alte somme di denaro per ottenere risultati. I piccoli imprenditori riescono a individuare il loro mercato di riferimento grazie a delle analisi mirate che richiedono bassi investimenti.

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Come diventare infermiere pediatrico: studi e possibilità

Hai la passione per i bambini e per la medicina e, per questo, ti stai chiedendo come diventare infermiere pediatrico? Che dire, sei nel posto giusto al momento giusto.

In questa guida, offerta da Unicusano, l’Università telematica di Roma, ti daremo le informazioni necessarie per intraprendere la carriera di infermiere pediatrico. Il percorso è impegnativo e sarà fondamentale la passione, la determinazione e la costanza. Non perdiamo altro tempo, buona lettura.

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Cos’è la teoria della gestalt in psicologia?

Sei interessato a sapere cos’è la teoria della Gestalt? Sei nel posto giusto. In questo articolo ti spiegheremo come nasce e in cosa consiste una delle più note scuole psicologiche di tutti i tempi.

La Gestalt (significato in italiano “Forma”) è una corrente di pensiero fondata nel 1912 dal tedesco Max Wertheimer e sviluppata da Wolfgang Köhler e Kurt Koffka, incentrata sui temi della percezione e dell’esperienza.

Successivamente importanti studi furono condotti da Kurt Lewin. Alla teoria della Gestalt Lewin diede un forte apporto teorico. Sua è la famosa Teoria del Campo, secondo la quale ogni oggetto non può intendersi se non in relazione al contesto nel quale è incluso.

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I 7 libri di astronomia che dovresti leggere

Vuoi scoprire i segreti del cosmo e stai cercando dei libri di astronomia? Se ogni volta che alzi gli occhi al cielo resti incantato dal firmamento, questa è la guida giusta per te.

L’astronomia è una scienza antichissima che studia gli astri, i loro movimenti e i fenomeni ad essi collegati. Un mondo che affascina tutti, perché ognuno di noi ne è parte. Uomini, pianeti, stelle: siamo tutti figli del Big Bang!

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Studiare scienze dell’educazione a Torino: benefici e possibilità

Vorresti studiare Scienze dell’Educazione a Torino e non sai da dove cominciare? Unicusano ha le risposte che cerchi.

In questa guida ti illustreremo i benefici e le possibilità che si prospettano a chi sceglie di laurearsi in Scienze dell’Educazione nella cosiddetta città dei quattro fiumi.

La scelta del corso di laurea rappresenta per chiunque un momento decisivo. Pertanto è necessario compiere un’attenta valutazione. Tenendo conto non soltanto dell’interesse nei confronti delle materie da studiare, ma anche delle future possibilità di impiego.

L’Università degli Studi Niccolò Cusano è in grado di offrire una proposta didattica d’eccellenza nell’area socio-pedagogica. Presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione di Torino è infatti attivo il corso di Laurea Triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione. Un corso di primo livello che mira a fornire ai propri studenti i fondamenti e i metodi delle diverse discipline afferenti all’ambito socio-psico-pedagogico. Nonché le strategie della relazione educativa e gli strumenti di analisi delle dinamiche individuali e di gruppo.

Vediamo insieme quali sono le opportunità e gli sbocchi occupazionali previsti in questo settore.

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